19ª Giornata Mondiale delle Malattie Rare

Cari amici,

oggi, 28 febbraio, si celebra la 19ª Giornata Mondiale delle Malattie Rare, istituita nel 2008 grazie all’impegno di EURORDIS con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle sfide che affrontano ogni giorno le persone affette da patologie rare e le loro famiglie.

Le malattie rare colpiscono meno di 5 persone ogni 10.000 abitanti. Tuttavia, nel loro insieme, interessano milioni di cittadini. In Italia si stima che tra 2 e 3,5 milioni di persone convivano con una malattia rara. Un dato particolarmente significativo riguarda l’età pediatrica: circa il 70% dei casi insorge nei bambini. Questo rende ancora più urgente garantire diagnosi tempestive, cure appropriate e una presa in carico strutturata.

Mettere davvero la persona al centro significa assicurare:

  • diagnosi precoce e corretta;

  • accesso equo ai farmaci, compresi quelli orfani;

  • continuità assistenziale;

  • integrazione tra sanità e welfare.

Ma significa anche sostenere concretamente le famiglie e i caregiver, che affrontano quotidianamente difficoltà economiche, burocratiche e psicologiche. Il loro ruolo è insostituibile, ma non può essere lasciato alla sola responsabilità individuale. Servono strumenti di tutela lavorativa, sostegno economico, assistenza domiciliare e percorsi di accompagnamento dedicati.

La ricerca scientifica rappresenta la leva strategica decisiva. Investire nella ricerca significa offrire prospettive reali di cura, sviluppare terapie innovative e trasformare patologie oggi prive di trattamento in condizioni gestibili. I progressi degli ultimi anni dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta, ma occorre continuità e determinazione.

In questo quadro, il Governo ha posto il tema delle malattie rare tra le priorità, intervenendo su diversi fronti:

  • aggiornamento del Piano Nazionale Malattie Rare;

  • incremento dei fondi per la ricerca e lo sviluppo di farmaci orfani;

  • ampliamento dell’elenco delle patologie esenti dal ticket;

  • rafforzamento della rete dei Centri di riferimento;

  • misure di sostegno ai caregiver familiari;

  • potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare.

Sono passi avanti concreti, ma non definitivi. La sfida delle malattie rare non è una questione marginale: è una sfida di civiltà che riguarda l’intero sistema sanitario e sociale.

Occorre un impegno condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni per garantire che nessun paziente – soprattutto nessun bambino – si senta escluso o abbandonato.

Il mio impegno continuerà con responsabilità e determinazione, affinché ogni persona affetta da una malattia rara possa vedere riconosciuti i propri diritti e avere accesso a una vita dignitosa.

Antonio