

Questa mattina, a Cittadella, ho preso parte alla cerimonia commemorativa dell’83° anniversario della Battaglia di Nikolajewka, uno degli episodi più drammatici e simbolicamente rilevanti della campagna di Russia.
Il 26 gennaio 1943, in condizioni climatiche estreme e dopo settimane di durissima ritirata, le divisioni alpine riuscirono ad aprire un varco nello schieramento sovietico, consentendo a migliaia di uomini di sottrarsi all’accerchiamento. Un’azione militare entrata nella storia non solo per la sua valenza strategica, ma per ciò che rappresenta sul piano umano: spirito di corpo, senso del dovere, sacrificio.
La commemorazione odierna è stata un momento di raccoglimento e di riflessione collettiva. Ricordare Nikolajewka non significa soltanto rievocare un fatto d’armi, ma riaffermare il valore della memoria come responsabilità civile. Ogni comunità che onora i propri caduti rinnova un patto con la propria storia e rafforza le basi di una convivenza fondata sulla pace.
La presenza degli Alpini, delle autorità e dei cittadini ha testimoniato quanto questa pagina resti viva nel nostro tessuto sociale.
Coltivare la memoria non è un esercizio retorico: è un impegno concreto verso le nuove generazioni, affinché comprendano il prezzo pagato da chi li ha preceduti e sappiano costruire un futuro più giusto e più umano.
Onore ai Caduti.
Antonio



























