I 74 anni di Anioc in Senato

Cari amici,

oggi in Sala Koch a Palazzo Madama ho introdotto i  lavori del Convegno, “Onorificenze al merito della Repubblica Italiana: valori e impegno per la Nazione”.

Sono intervenuti il  segretario generale ANIOC (Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche), Conte Maurizio MONZANI; Enrico PASSARO (già capo Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le onorificenze) e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo MANTOVANO.

 

L’ANIOC – che non ha certamente bisogno di presentazioni – fu costituita – come ci spiegheranno sicuramente meglio i relatori che interverranno dopo – nel 1949, per volontà del conte Feliciano Monzani.

 

L’Associazione, come sapete, riunisce i Cittadini insigniti delle Onorificenze al merito della Repubblica Italiana.

Sono Cittadini che, nel proprio percorso di vita, in diversi ambiti (lavorativo, culturale, artistico, del sociale e del volontariato), si sono distinti positivamente diventando così un esempio per gli altri e per la Nazione.

 

L’ANIOC è per me come una grande famiglia.

E sapete qual è la differenza tra una famiglia e un gruppo di persone qualsiasi?

LA FAMIGLIA CONDIVIDE UNA STORIA, UN PERCORSO, DEI VALORI.

Questa è in una parola l’ANIOC.

Quest’anno, dunque, ricorrono i 74 anni dalla sua nascita.

Perché oggi abbiamo voluto fortemente questa iniziativa? Perché in Senato?

Vedete, ricordo in questa sede il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Nessuna comunità può progredire se si spezza la catena della fiducia”.

“Fiducia”: è una parola importante.
Ricordo – ma è solo un esempio –  l’esperienza terribile del Covid.
Io non posso e non voglio dimenticare quanto sia stato importante per tutti noi “sentirsi comunità”.
La fiducia in un Paese che vuole essere, anzi “sentirsi”, comunità è l’ingrediente principale. Voi tutti qui oggi siete i testimoni di questo grande valore.

Quando mi fido di qualcuno?
Lo faccio quando so che dall’altra parte c’è la volontà di mettere al primo posto il prossimo.

Ricordo la personalità di Giuseppe Littamè – recentemente scomparso – , una figura che io conoscevo bene e che ho molto apprezzato e stimato, una persona che si rimboccava sempre le maniche, ha dedicato la propria vita al volontariato, adoperandosi sempre per gli altri.

Come lui, tutta la famiglia dell’ANIOC ha il merito di portare avanti un valore: diffondere a tutti noi le virtù civiche  e LO SPIRITO DI SOLIDARIETÀ che fanno di un Paese una NAZIONE.

Tutto ciò scaturisce da una consapevolezza.

La consapevolezza di appartenere a una grande Comunità che è la nostra Italia!

In un periodo che è di grande disorientamento sul piano anche valoriale, è essenziale che ci sia chi come l’ANIOC abbia questa missione: salvaguardare questi ideali e principi che fanno parte della nostra storia.

Mi piace immaginare – consentitemi questa metafora – i cavalieri ANIOC come dei testimonial del valore della solidarietà e di esempio civico.

Alle decine di migliaia di soci, in modo particolare, ai 10.000 delegati – tra regionali, provinciali e comunali – vorrei dire grazie!

Per il lavoro che svolgete, ogni giorno, nei territori.

PERCHÉ RAPPRESENTATE IL VOLTO MIGLIORE, QUELLO PIÙ BELLO, DELLA NOSTRA MERAVIGLIOSA NAZIONE. 

Voi, con le vostre storie e il vostro esempio, nutrite i sentimenti più nobili che fanno grande il nostro Paese, la nostra Comunità nazionale.

Da ciascuno di Voi, dalle vostre esperienze di vita e dalle vostre testimonianze, può derivare un progresso a livello culturale, civile e morale per tutta la società ma soprattutto per le GENERAZIONI PIÙ GIOVANI.

A loro, soprattutto a loro, ai più giovani, abbiamo il dovere di trasmettere questo “bagaglio di valoriper la vita e la crescita di tutti noi.  

Antonio 

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