

“Il presidente di Confindustria Boscaini certamente pone il giusto accento sulla necessità di riprogrammare il Veneto del futuro e indica, con toni costruttivi, le strade affinché tutto questo avvenga, a partire dagli investimenti sulla viabilità e sulle infrastrutture, per migliorare l’attrattività dei territori, al capitale umano e quindi alla formazione, alle strategie per promuovere l’innovazione delle nostre imprese e favorire l’export del made in Veneto. Su alcuni temi come il caro-energia, il Centrodestra al Governo si sta muovendo in maniera concreta e tangibile: basti pensare, ad esempio, agli investimenti di 8 mld per Transizione 5.0 e ai 13 mld che, come ha annunciato il Governo, verranno messi a disposizione delle imprese per gli investimenti sugli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. La produzione industriale va consolidata con politiche strutturali e non episodiche. Nonostante i margini a disposizione per la Manovra fossero stretti, la Legge di bilancio, approvata in Parlamento, va esattamente in questa direzione, rafforzando la stabilità degli incentivi. Il nostro obiettivo è superare la logica degli interventi spot e offrire alle imprese un orizzonte temporale più ampio per la programmazione. Dobbiamo proseguire su questa strada rafforzando le azioni mirate a promuovere l’export all’estero, contrastare la carenza di personale qualificato e, ancora, con un Piano infrastrutturale regionale”. Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli commentando l’intervista del presidente di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini, ai quotidiani veneti del gruppo NEM. “Le sollecitazioni di Confindustria Veneto confermano ciò che noi dell’UDC ripetiamo da tempo: il futuro della nostra economia passa anche dalla questione infrastrutture. I dati della Cgia di Mestre, pubblicati qualche giorno fa, vanno interpretati come uno stimolo a compiere un salto di qualità. Come dice giustamente il presidente Boscaini, è il momento di rimboccarsi le maniche e di tracciare un nuovo percorso per garantire al nostro Veneto produttivo di evolversi, di “cambiare pelle” e quindi di attrarre. Il pericolo più grande è agire oggi con schemi e modelli del passato. Serve costruire insieme un nuovo modello di sviluppo e lo possiamo fare solo promuovendo un dialogo fra politica e imprese”, conclude De Poli.



















