Antonio De Poli

Manovra 2020, indennizzo per ex specializzandi ’78-2006. Ingiustizia per 118mila medici, giusto trovare un accordo

Presentati due subemendamenti per chiudere il contenzioso generato dalla tardiva applicazione delle direttive Ue per la formazione post laurea dei medici specialisti: rimborsi forfettari di 8 e 15mila euro annui

La lunga vertenza dei medici ex specializzandi entra nella Manovra economica 2020. Due subemendamenti (Atto Senato 1586 – sub emendamento 55.0.2000) propongono infatti la soluzione transattiva su cui si dibatte da tempo per porre fine al contenzioso che sta vedendo da anni lo Stato soccombere di fronte ai ricorsi presentati dai medici che tra il 1978 ed il 2006 non hanno ricevuto l’adeguata remunerazione durante la scuola di specializzazione sebbene questo fosse previsto da precise direttive europee (75/362/CEE, del Consiglio, del 16 giugno 1975, 75/363/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, e 82/76/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1982). La platea degli interessanti dalla vicenda è di circa 118mila medici.

I provvedimenti presentati in Senato vedono il senatore Antonio De Poli come primo firmatario, ai quali si sono aggiunti i colleghi Antonio Saccone, Gilberto Picchetto Fratin, Dario Damiani, Massimo Ferro e Raffaele Fantetti. Viene proposto un indennizzo di 8mila euro per ogni annualità del corso a quanti si sono immatricolati tra il 1978 ed il 1992 e di 15mila euro per gli specializzandi del periodo 93-2006. Alla remunerazione, a titolo fortettario, verrà inoltre aggiunta la rivalutazione monetaria decorrente dall’8 agosto 1991 alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché gli interessi compensativi al tasso legale medio tempore maturati sulle somme rivalutate anno per anno. Ne abbiamo parlato con il primo firmatario, il senatore Antonio de Poli.

Senatore, due subemendamenti alla legge di bilancio potrebbero finalmente mettere fine all’annosa questione del contenzioso tra i medici ex specializzandi e lo Stato. Cosa prevedono?

«Si tratta di una grande ingiustizia per circa 118mila medici che in Italia ancora stanno aspettando quanto dovuto della specializzazione fatta dal 1978 al 2006. I due subemendamenti che abbiamo preparato riguardano proprio questo aspetto: il riconoscimento non solo del percorso fatto come specializzandi, ma anche dell’aspetto economico. Speriamo che questa volta il Governo ci ascolti e finalmente lo Stato italiano riconosca il percorso fatto da tutti questi centinaia di migliaia di medici che aspettano da anni il riconoscimento del proprio percorso. Oggi, che in Italia mancano decine e decine di migliaia di medici, ancora una volta lo Stato non riconosce quelli che hanno già fatto un percorso importante nel proprio iter formativo».

Ciò che lei propone è una transazione che permette di avere il giusto riconoscimento per gli anni di scuola post-laurea frequentati. In cosa consiste precisamente?

«Abbiamo pensato che era giusto venirci incontro. Siamo istituzioni dello stato, siamo parlamentari e vogliamo che la cosa vada a buon fine attraverso una soluzione tra i ricorsi dei medici ex specializzandi e lo Stato italiano. Un giusto equlibrio per dare una risposta finale a questo annoso problema».

In realtà è anche un modo per far risparmiare lo Stato, perché altrimenti le cause vanno avanti e lo Stato continua a perdere.

«Sì, è una cosa che non si capisce. Se si riesce a fare un accordo, una transazione, significa far risparmiare decine centinaia di milioni allo stato e dall’altra parte chiudere un annoso problema. Credo che sia un emendamento, una soluzione di buon senso».

FONTE SANITA’ INFORMAZIONE