

Stamane sono intervenuto in Aula al Senato, nel corso dell’informativa del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare sulla situazione di Niscemi, per portare all’attenzione del Parlamento il dramma che stanno vivendo centinaia di famiglie.
Sono 1.500 gli sfollati di Niscemi.
Millecinquecento persone che hanno perso la propria casa, il luogo degli affetti, dei ricordi, delle certezze quotidiane. Uomini, donne, anziani e bambini che stanno vivendo un’esperienza che segna profondamente una comunità intera.
Come ha chiaramente evidenziato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, molti di questi cittadini verosimilmente non potranno fare ritorno nelle proprie abitazioni. Le scuole situate nella cosiddetta “zona rossa” sono state chiuse e i bambini trasferiti in altri istituti. La vita prova lentamente a ricominciare, ma non sarà più la stessa.
È per questo che l’informativa resa oggi dal Ministro Nello Musumeci assume un valore particolare.
La risposta immediata delle istituzioni
Ho voluto ringraziare il Ministro per la chiarezza dell’informativa e, a nome del gruppo che rappresento, il Governo e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si sono attivati tempestivamente per fronteggiare una situazione di estrema difficoltà.
La deliberazione dello stato di emergenza del 26 gennaio e lo stanziamento delle prime risorse hanno rappresentato una risposta immediata per le popolazioni colpite in Sicilia, Calabria e Sardegna. Risorse necessarie per affrontare gli interventi più urgenti, pur nella consapevolezza che non possano, da sole, essere sufficienti.
Quando la politica dovrebbe fare un passo avanti
Dispiace constatare come, di fronte a una tragedia di tale portata, le opposizioni non abbiano colto l’occasione per esercitare un ruolo responsabile.
Invece di contribuire a un clima di unità e coesione, si è scelto di attaccare l’azione del Governo e la Presidente del Consiglio, parlando di “passerelle”.
Di fronte a emergenze che colpiscono interi territori, ci saremmo aspettati serietà e senso dello Stato, non polemiche e speculazioni politiche. I cittadini di Niscemi e degli altri territori colpiti attendono oggi risposte concrete.
Niscemi come simbolo di una fragilità nazionale
Niscemi è un simbolo.
Il dramma che stiamo affrontando non riguarda solo questo territorio, ma tutti quei territori che chiedono attenzione non il giorno dopo, ma il giorno prima di eventi catastrofici come quello a cui abbiamo assistito.
È per questa ragione che ho ribadito la necessità di un cambio di paradigma: passare dalla logica dell’emergenza alla logica della prevenzione.
Il 2025 è stato il secondo anno con il maggior numero di eventi meteorologici estremi in Italia. Lombardia, Sicilia e Toscana risultano le regioni più colpite.
Secondo i dati dell’ISPRA, negli ultimi 25 anni sono stati stanziati circa 19 miliardi di euro per il contrasto al dissesto idrogeologico, con la Sicilia tra le regioni che hanno ricevuto i maggiori finanziamenti.
Prevenire conviene, sempre
Prevenire è meno oneroso che gestire l’emergenza e ricostruire territori devastati.
Prevenire significa:
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aggiornare i piani di contrasto al dissesto idrogeologico;
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rafforzare la collaborazione tra Comuni, Regioni e Governo;
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potenziare la capacità di spesa degli enti preposti, affinché le risorse già stanziate vengano realmente utilizzate.
Con oltre 684.000 frane attive, l’Italia è un Paese fragile da Nord a Sud, una fragilità destinata ad aggravarsi a causa della crisi climatica.
Un appello alla responsabilità comune
Il Parlamento è chiamato a legiferare con responsabilità, senza inseguire l’emotività né le dinamiche dei social network.
Serve un salto di qualità da parte di tutte le forze politiche: mettere da parte le divisioni ideologiche e lavorare in sinergia per il bene della collettività.
L’Italia sa essere un modello nella ricostruzione.
Dobbiamo imparare a esserlo anche — e soprattutto — nella prevenzione.
Senatore Antonio De Poli
Segretario Nazionale Unione Di Centro
INTERVENTO IN AULA
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