Antonio De Poli

No alle aperture domenicali. #LiberiamoLeFeste

Stamattina, su Il Mattino di Padova, ho letto del richiamo di monsignor Claudio Cipolla, vescovo di Padova. 
 
Sono totalmente d’accordo con il vescovo: chi lavora ha il diritto, la domenica e durante  i giorni delle festività, di stare a casa con la propria famiglia. Una volta al Governo, come UDC, ci impegniamo a porre rimedio a una stortura normativa che viola i diritti dei lavoratori e non tiene conto della nostra cultura cattolica in cui la domenica è un giorno in cui la famiglia si riunisce per trascorrere del tempo insieme. Da sempre noi dell’UDC siamo contro le aperture domenicali. Siamo contrari a un processo di liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali che penalizza i piccoli esercizi a vantaggio dei grandi centri commerciali. Le norme del 2010  vanno modificate: lavorare nelle giornate di festa è una forma di schiavitù, vuol dire essere schiavi di un modello di mercato che non tiene assolutamente conto del concetto di riposo domenicale”
Tempo fa ho letto una lettera su Famiglia Cristiana  a firma di una lettrice che lavorava a tempo pieno e con contratto indeterminato in un supermercato.
E con spirito pragmatico poneva delle questioni: per noi – diceva – stare senza le nostre famiglie è devastante. Non è un controsenso andare a Messa la domenica e poi andare nei centri commerciali con carrello della spesa?
Lascio a voi la risposta a questa domanda. Io colgo la richiesta legittima di un diritto: il diritto al riposo e a stare con la propria famiglia.