Riportare la giustizia al centro della fiducia democratica.
È con questo obiettivo che ho aperto i lavori dell’iniziativa “Cattolici per un giusto Sì”, svoltasi stamani alla Camera dei Deputati, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto.
Ho voluto sottolineare fin dall’inizio come il referendum sulla riforma della giustizia non debba essere letto come uno scontro tra poteri dello Stato, ma come un atto di responsabilità civica, necessario per rafforzare il sistema democratico e ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
L’incontro, promosso dall’on. Lorenzo Cesa, presidente dell’Unione di Centro, ha rappresentato un momento di confronto serio e non ideologico, nel quale riflettere sul referendum come scelta di equilibrio, garanzia e credibilità democratica.
Un contributo di particolare valore è arrivato dalla sen. Paola Binetti, presidente onoraria del Comitato Cattolici per un giusto Sì, che ha richiamato il valore della giustizia come servizio alla persona, fondamento dello Stato di diritto e pilastro imprescindibile della democrazia.
Dagli interventi è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: la giustizia non può diventare terreno di conflitto, ma deve essere garanzia di equilibrio, tutela dei diritti e rispetto della dignità umana.
Il confronto ha coinvolto rappresentanti del mondo giuridico, politico, accademico, sociale ed economico, offrendo contributi qualificati e una lettura consapevole e informata dei contenuti e delle prospettive della riforma, nel pieno rispetto:
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dell’autonomia della magistratura
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della centralità del Parlamento
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del principio di separazione dei poteri
Un dialogo plurale, capace di andare oltre le semplificazioni e di affrontare con serietà un tema che incide profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
Il referendum sulla giustizia non è una riforma contro qualcuno, ma per qualcosa.
Non è un attacco alla magistratura, ma una proposta per:
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ristabilire un corretto equilibrio tra i poteri
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aumentare la trasparenza
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rafforzare la fiducia nelle istituzioni
Votare SÌ significa chiudere una stagione di conflitti e aprirne una nuova, fondata su garanzie per tutti, su una giustizia più credibile e più vicina ai cittadini.
Per una giustizia che torni ad essere davvero pronunciata “in nome del popolo italiano”.
Il confronto di Montecitorio ha confermato un punto che considero essenziale: la riforma della giustizia è una scelta di responsabilità democratica, che richiede partecipazione consapevole e rispetto delle istituzioni.
Al referendum sulla giustizia, votare SÌ significa scegliere il futuro delle istituzioni e la qualità della nostra democrazia.