Si è svolto stamane, sabato 21 febbraio 2026, nella Sala Paladin di Palazzo Moroni a Padova, l’incontro promosso dall’Unione di Centro dedicato al referendum sulla giustizia.
Un appuntamento partecipato e di alto profilo che ha posto al centro del dibattito pubblico il tema della riforma del sistema giudiziario e le ragioni del “Sì” in vista del voto del 22 e 23 marzo.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di analisi e dialogo su una materia che incide direttamente sui principi costituzionali, sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sulla tutela dei diritti dei cittadini.
È emerso un confronto articolato e approfondito, caratterizzato da un approccio plurale, capace di superare letture semplicistiche e di restituire la reale complessità di un tema che incide in modo diretto e concreto sulla vita quotidiana delle persone.
Ho avuto il privilegio di aprire i lavori. Nel mio intervento ho sottolineato come la riforma della giustizia costituisca un passaggio essenziale per rafforzare credibilità, efficienza e trasparenza del sistema.
Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza la convinzione che il referendum rappresenta un’opportunità concreta per promuovere una giustizia:
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Giusta, fondata sul rispetto delle garanzie e sull’equilibrio tra accusa e difesa;
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Equa, capace di assicurare parità di trattamento e tempi ragionevoli dei procedimenti;
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Credibile, in grado di restituire piena fiducia ai cittadini e al mondo produttivo.
Il referendum sulla giustizia non è stato presentato come un’iniziativa contro qualcuno, bensì come una proposta orientata a un obiettivo preciso: migliorare l’assetto del sistema giudiziario nel rispetto dei principi costituzionali.
Non si è trattato di una contrapposizione nei confronti della magistratura, ma di una riforma volta a:
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ristabilire un equilibrio più chiaro tra i poteri dello Stato;
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promuovere maggiore trasparenza nei meccanismi decisionali;
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consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Sostenere il “Sì” ha significato, in questa prospettiva, chiudere una stagione segnata da tensioni e conflitti istituzionali, per aprirne una nuova fondata su garanzie effettive per tutti, su una giustizia più autorevole, più comprensibile e più vicina ai cittadini.
L’obiettivo indicato è stato quello di restituire pieno significato a un principio fondamentale: una giustizia realmente pronunciata “in nome del popolo italiano”.
Dopo i saluti istituzionali di:
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Luigi Tarzia – Capogruppo UDC Comune di Padova
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Vincenzo Gottardo – Capogruppo UDC Provincia di Padova
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Eric Pasqualon – Capogruppo UDC Regione del Veneto
sono intervenuti relatori di rilievo nazionale e locale.
L’On. Paola Binetti, Presidente di Cattolici per un giusto Sì, ha richiamato la necessità di una riforma coerente con i principi costituzionali e con una visione garantista della giustizia.
L’Avv. Paola Rubini, Presidente della Camera Penale di Padova, ha approfondito i profili tecnici e le ricadute operative della riforma sul sistema processuale.
Il Prof. Oliviero Mazza, Ordinario di Procedura Penale all’Università Bicocca di Milano, ha offerto una lettura accademica e sistematica delle modifiche proposte, evidenziandone le implicazioni sul piano dell’equilibrio istituzionale.
Dal dibattito è emerso un messaggio netto: la riforma della giustizia rappresenta una scelta di responsabilità democratica. Essa chiamava ogni cittadino a partecipare in modo informato e consapevole, assumendosi il compito di contribuire alla qualità del nostro sistema istituzionale.
La giustizia non è un tema riservato agli addetti ai lavori. Incide sulla tutela delle libertà fondamentali, sulla competitività del Paese e sulla solidità della democrazia.
In questa cornice, votare “Sì” al referendum rappresenta la scelta di investire nel futuro delle istituzioni e nella qualità della nostra democrazia.
Senatore Antonio De Poli
Segretario Nazionale Unione di Centro
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