

“L’ippodromo ‘Padovanelle’ di Padova rappresenta una realtà storica di rilevanza nazionale ed è riconosciuto dagli operatori del settore per l’elevata qualità della pista; l’impianto costituisce l’unico ippodromo di proprietà privata del Nordest e svolge per questo un ruolo strategico per l’intero comparto ippico dell’area” ma “la recente classificazione, per quanto concerne la disciplina delle corse al trotto, lo ha collocato nella fascia degli ippodromi regionali, con effetti diretti sulla ripartizione delle risorse ministeriali, non pienamente coerenti con la reputazione e il ruolo storicamente riconosciuti all’impianto nel contesto ippico nazionale”.
Queste le considerazioni da cui parte il senatore dell’Udc Antonio De Poli nella sua interrogazione al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, con la quale chiede non solo se sia “a conoscenza di quanto descritto in merito all’ippodromo Padovanelle di Padova”, ma soprattutto “se non ritenga opportuno promuovere iniziative di interlocuzione e approfondimento in ordine ai risultati della classificazione, al fine di valutarne in concreto le conseguenze applicative e le possibili integrazioni per l’anno in corso” e “quali iniziative intenda assumere affinché le politiche di sviluppo e rinnovamento del comparto ippico valorizzino adeguatamente il ruolo storico e territoriale degli ippodromi, anche in relazione alla loro funzione strategica in aree caratterizzate da una limitata presenza di impianti”.
LE PREMESSE – In premessa, De Poli ricorda che il Masaf, con decreto direttoriale del 30 ottobre 2025, ha aggiornato la classificazione degli ippodromi italiani in attività valida per il 2026 e che il sistema di valutazione utilizzato ai fini della classificazione ha restituito due graduatorie nelle quali gli ippodromi, distinti per disciplina, sono elencati in base al punteggio conseguito.
Il decreto ministeriale recante i criteri per l’assegnazione di sovvenzioni e di contributi in conto capitale alle società di corse riconosciute per l’organizzazione di corse ippiche, n. 136224 del 25 marzo 2025, prevede altresì che gli ippodromi in attività siano ripartiti in quattro categorie, che definiscono la rilevanza dell’ippodromo nel comparto ippico nazionale sulla base della posizione occupata nella graduatoria (in ordine decrescente di rilevanza: ippodromi a valenza strategica; ippodromi a valenza nazionale; ippodromi a valenza regionale; ippodromi a valenza promozionale). “La classificazione costituisce un atto essenziale – osserva il senatore Udc – funzionale alla definizione del calendario nazionale delle corse ippiche, nonché al riconoscimento delle sovvenzioni e dei contributi che il Ministero assegna alle società di corse, rispettivamente, per la gestione e il miglioramento degli impianti, l’organizzazione delle corse e la remunerazione delle riprese televisive, e per la realizzazione di investimenti per l’ammodernamento e l’adeguamento degli ippodromi e delle loro infrastrutture”.



















