Dazi e protezionismo, uniti per difendere l’economia italiana

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Cari amici,

l’annuncio dell’introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, che partiranno il 2 aprile, rappresenta un segnale d’allarme che coinvolge l’intero tessuto produttivo italiano. Non si tratta solo di una questione legata al settore agroalimentare, ma di una potenziale minaccia per numerosi comparti del nostro Made in Italy, dall’industria manifatturiera alla moda, dalla meccanica all’artigianato di qualità.

I dazi colpiscono prodotti simbolo dell’eccellenza italiana, come il vino, l’olio d’oliva, i formaggi, la pasta e il pomodoro. Ad esempio, il Prosecco e il Grana Padano rischiano di subire pesanti contraccolpi, compromettendo la nostra presenza sui mercati internazionali.

Ma l’impatto delle misure protezionistiche non si limita al settore alimentare. Anche l’industria dell’acciaio e dell’alluminio è nel mirino delle politiche commerciali restrittive, con possibili ripercussioni su prodotti come tubi, lamiere e componenti meccaniche. Inoltre, settori come la moda e la pelletteria potrebbero subire contraccolpi significativi, penalizzando un comparto che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Paese.

Di fronte a queste sfide, è fondamentale che l’Italia e l’Unione Europea adottino una strategia comune e coesa. Le guerre commerciali non producono vincitori: penalizzano i produttori, le imprese e i consumatori, riducendo le opportunità di scambio e indebolendo interi settori produttivi. È necessario puntare sul dialogo e sulla diplomazia per scongiurare un ritorno al protezionismo e promuovere accordi multilaterali che favoriscano il libero scambio e valorizzino la qualità dei nostri prodotti.

L’Italia, con le sue eccellenze produttive diffuse su tutto il territorio, rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia europea. Proteggere il nostro mercato interno è imprescindibile, ma allo stesso tempo è vitale garantire l’accesso ai mercati internazionali, soprattutto per prodotti che costituiscono un patrimonio culturale ed economico.

Per questo motivo, chiediamo che il Governo italiano e le istituzioni europee lavorino insieme per tutelare tutte le nostre eccellenze, non solo quelle agroalimentari ma anche industriali e artigianali. Serve un fronte comune per evitare che decisioni unilaterali come i dazi compromettano il lavoro di migliaia di imprese e famiglie.

La difesa del made in Italy è una priorità che richiede unità e determinazione. Proteggere la nostra economia significa garantire alle imprese italiane la possibilità di continuare a crescere e competere sui mercati globali, salvaguardando il valore e l’identità del nostro Paese.

 

PREMIO ENERGIE SICILIANE PER ROMA

 

 

 

Mercoledì in Senato si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Premio Energie siciliane per Roma, promosso dal Centro Europeo Studi Culturali e patrocinato dall’Arciconfraternita di Santa Maria Odigitria dei siciliani a Roma.

Un premio che non è soltanto un riconoscimento al merito, ma un segno tangibile di un legame profondo, di un ponte ideale tra la Sicilia e la capitale, tra due anime della nostra cultura che, nella loro unicità, si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente.

Roma, la città eterna, culla della nostra storia e simbolo di una bellezza senza tempo, è il luogo in cui queste energie siciliane trovano una dimensione di espressione e crescita, contribuendo con passione, talento e dedizione a rendere ancora più straordinaria la vita culturale e professionale della capitale.

Abbiamo premiato oltre 20 personalità che, nei loro rispettivi campi, rappresentano l’eccellenza e il valore di questo legame, testimoniando come l’identità siciliana possa diventare un motore di sviluppo, innovazione e creatività per Roma e per l’Italia intera. GUARDA QUI

 

RIQUALIFICAZIONE URBANA: UN NUOVO SLANCIO PER IL VENETO

Ora voglio parlarvi di un tema che tocca da vicino la nostra quotidianità e il futuro delle nostre città: la riqualificazione e rigenerazione urbana. Il panorama edilizio italiano, e in particolare quello del nostro Veneto, presenta una situazione che ben conosciamo: palazzi vecchi, edifici fragili, case che necessitano urgentemente di interventi strutturali.

I dati diffusi recentemente da Confartigianato Imprese Padova confermano ciò che è sotto gli occhi di tutti: il patrimonio abitativo ha bisogno di essere profondamente rinnovato. È giunto il momento di mettere questo argomento al centro delle nostre priorità politiche, non soltanto perché significa migliorare concretamente la qualità della vita delle persone, ma anche perché sostenere questo settore vuol dire rilanciare un comparto strategico per l’intera economia veneta.

Al Governo ci stiamo impegnando concretamente, lavorando per rivedere il Testo Unico sull’edilizia e approvare finalmente una legge sulla rigenerazione urbana. Vogliamo introdurre sgravi fiscali e agevolazioni concrete per chi investe nella riqualificazione degli edifici esistenti. Allo stesso tempo, stiamo promuovendo un nuovo Piano Casa che possa garantire l’accesso a un’abitazione dignitosa anche ai ceti medi, troppo spesso trascurati dalle politiche abitative degli ultimi anni.

È necessario snellire la burocrazia, dare continuità e certezza agli investimenti, permettendo così alle nostre imprese di lavorare con serenità e ai cittadini di vedere rapidamente i risultati dei loro sacrifici. L’edilizia, infatti, deve tornare ad essere il motore dello sviluppo del nostro Veneto: un comparto che genera lavoro, crescita e benessere diffuso.

Riqualificare le nostre città non è solo un impegno economico, è prima di tutto un atto di responsabilità verso le generazioni future. Insieme possiamo rendere le nostre città più belle, più sicure e soprattutto più vive.

PARLANO DI NOI

De Poli: Serve un piano casa per la rigenerazione urbana – Gazzettino Padova

IL FRIULARO DI BAGNOLI PROTAGONISTA IN SENATO

In Senato, abbiamo celebrato un’eccellenza veneta che racconta una storia lunga oltre 800 anni: il Vino Friularo di Bagnoli.

Grazie all’impegno e alla passione del Consorzio, da trent’anni questo vino è riconosciuto con la denominazione DOCG, simbolo della sua qualità e del suo forte legame con il territorio.

Oggi, in provincia di Padova, ben 35 aziende producono circa 250.000 bottiglie di Friularo ogni anno, coniugando tradizione, innovazione e sostenibilità. Un settore strategico per la nostra economia, che merita il sostegno delle istituzioni. Il Vino Friularo di Bagnoli è un simbolo del Veneto che vogliamo difendere e promuovere, perché rappresenta il meglio della nostra tradizione e la capacità di innovare guardando al futuro. LEGGI QUI

GUARDA QUI

OSPITE DI RADIO VENETO 24

Lunedì mattina ho avuto il piacere di intervenire a Veneto 24 chiama Roma, affrontando temi di grande rilevanza per il nostro territorio.

  • 800 anni di storia per il Friularo di Bagnoli
    Abbiamo celebrato al Senato questo straordinario vino del Padovano, simbolo di tradizione, innovazione e sostenibilità. Un patrimonio che dobbiamo tutelare, soprattutto di fronte alle sfide commerciali globali.
  • Casa e riqualificazione urbana
    A Padova e provincia ci sono oltre 11.000 edifici che necessitano di interventi. Serve una strategia chiara per il recupero del patrimonio abitativo, con incentivi e sgravi fiscali per chi vuole investire nella propria casa e nel futuro delle nostre città.
  • Tutela del nostro settore agroalimentare
    Dazi, export e concorrenza internazionale: dobbiamo essere al fianco delle nostre aziende e dei nostri produttori. Il Veneto è una terra di eccellenze che vanno difese con determinazione.

ASCOLTA QUI IL MIO INTERVENTO

SUL TERRITORIO

A Padova lunedì abbiamo celebrato il 208esimo anniversario del corpo della Polizia Penitenziaria. Nonostante le difficoltà che ci sono e vanno affrontate, gli uomini e le donne della Polizia dimostrano dedizione e spirito di servizio e noi tutti siamo grati a loro per l’impegno svolto, il sacrificio e la professionalità con cui svolge quotidianamente il proprio lavoro. È chiaro che c’è un problema di sovraffollamento nelle carceri che questa maggioranza di Centrodestra al Governo e in Parlamento sta affrontando con determinazione. Abbiamo aumento le assunzioni, contrastando la carenza di organico. È un passo in avanti importante ma bisogna fare di più, dobbiamo andare avanti in questa direzione in quanto il grado di civiltà di un Paese si misura osservando le condizioni delle sue carceri.

 

 

 

Domenica mattina ho avuto il piacere di partecipare all’Assemblea Generale di Confartigianato Padova, un’importante occasione di confronto sulle grandi trasformazioni in atto, dal livello globale a quello locale. Geopolitica, innovazione, coesione sociale e cambiamento climatico sono solo alcuni dei temi al centro del dibattito, con interventi di esperti e protagonisti del territorio. Un dialogo fondamentale per sostenere le nostre imprese e il tessuto economico locale in un mondo in continua evoluzione. Questa iniziativa si inserisce all’interno del Festival Digital Artifex, un progetto che avvicina la Generazione Z al mondo dell’artigianato, coniugando tradizione e innovazione digitale. Un segnale forte per guardare al futuro con consapevolezza e visione. Grazie a Confartigianato Imprese Padova, al presidente Gianluca Dall’Aglio e a tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di crescita e confronto.

 

INFRASTRUTTURE E SVILUPPO: IL RILANCIO DELLE MARCHE

Le infrastrutture sono imprescindibili per lo sviluppo economico e sociale del territorio marchigiano. Proprio in questi giorni, la regione sta vivendo un momento storico con l’avvio di importanti lavori che cambieranno il volto della mobilità locale e non solo.

A Genga, presso la galleria Chiaradovo, sono stati avviati i lavori del lotto 2 della Orte-Falconara, un’opera strategica per migliorare il collegamento ferroviario tra Ancona e Roma. Inoltre, si sta procedendo alla realizzazione della galleria Trisungo, che permetterà al sud delle Marche di avvicinarsi alla capitale, e della galleria della Guinza, destinata a collegare le Marche con la Toscana, avvicinando i porti di Ancona e Livorno.

Questi interventi rappresentano un passo avanti fondamentale per rendere le Marche più accessibili, competitive e moderne. Investire nelle infrastrutture significa garantire nuove opportunità per il nostro tessuto produttivo e facilitare la vita quotidiana dei cittadini.

Il nostro impegno come UDC è quello di sostenere tutte quelle opere che migliorano la qualità della vita e favoriscono la crescita economica. Crediamo che una regione ben collegata sia una regione che guarda al futuro con fiducia e ambizione.

Continueremo a vigilare e a sostenere il potenziamento delle infrastrutture, perché solo così possiamo garantire un reale sviluppo per le Marche e per tutto il Paese.

 

Vi ringrazio per l’attenzione

Buon proseguimento,

Antonio